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DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A FORMIGINE(MO)


 

Come un sorso di Sorbara, aspro ma frizzante..  
Torneo del Fojonoco, Formigine(MO) 12.3.2016

Come superare le delusioni del “Chiolo”? Affogandole nel Lambrusco! E rieccoci dunque a Formigine -Modena- per la seconda edizione del Torneo del Fojonco. Peculiarità della location è l’intimo contatto con la vita locale: lo stadio degli Highlanders Rugby è in piena città e questo procura alla manifestazione una platea di passanti incuriositi da questa strana versione del rugby dove la gente si tocca invece di placcarsi per poi prodursi in strani movimenti sincopati. Tra gli spettatori accidentali possiamo annoverare persone a passeggio con il proprio cane, umarels illusi che tutto quel can-can sia la posa della prima pietra di un nuovo cantiere, casalinghe che si fermano a curiosare con il carrellino della spesa di ritorno dal mercato o che seguono le partite dalle finestre delle loro case a ridosso del campo preparando il soffritto. Diego si esibisce nella spiegazione della difesa shutdown usando delle bottiglie di plastica a mo’ di omini del subbuteo e attira l’attenzione – dall’altra parte della recinzione – di un quarantenne dal chiaro aspetto nipponico ma dallo sfavillante accento modenese.
Il Torneo - forse per l’eco della fama dei tortelli fatti a mano – ha avuto un altissimo numero di richieste, tanto che qualcuna ha dovuto ricevere un rifiuto. Vi è una nutrita partecipazione veneta: Bandiga, Dolomiti, Treviso Knights. La prima news di giornata è che i Brianza non vinceranno: sono impegnati a Nizza dove giungeranno secondi. Il risultato finale vedrà il ritorno alla vittoria dei Bandiga che sfoggiano una muta a tema Uomo Ragno, che sembra cadere a mo’ di pigiama suo fisici rodigini.
Veniamo ora a noi..
Dragoni – Rugby Imola 5-6 (3-6)
Anche in questa circostanza come a Monza ci sono diverse novità, nuovi elementi freschi da inserire: il Principe dei Palinsesti Andrea da Pisa che - dopo aver sistemato un documentario sull’ornitologia all’ora di cena - si sistema in posizione di link e la bella Caterina Xausa che da Treviso ha importato il suo esotico cognome e il sogno di diventare una grande Manager in campo medicale, una Rita Montalcini insomma, solo più giovane. Anche i primi avversari di giornata sono una novità: il Rugby Imola sarà la prima squadra romagnola a calcare un campo di touch, per la gioia di Silvia. Nel briefing prepartita Diego ci rammenta dei possibili rischi e consiglia di mantenere la difesa in linea, senza “spari”, pronti a scivolare compatti a destra e a sinistra, ma è tutto inutile perché – come già accaduto al Merla e in svariate altre circostanze - la corsa e le veloci trasmissioni della palla dei rugbisti del Santerno ci colgono completamente impreparati, bucandoci tanto al centro quanto fra ala e link. Giuseppe si esibisce un tocco un po’ troppo vigoroso sulla schiena.. proprio davanti ad Abble che ci fischia hard touch. Sull’azione successiva l’ennesimo cambio di direzione causa la meta decisiva: 5-6, il bonus donne non ci salva e dopo il pareggio sul campo col Collegno arriva la sconfitta, decisiva (i Romagnoli passeranno il turno a nostro discapito). In questa prima partita lo schieramento è stato:
Ali lato panchina: Maria e Pippi
Link lato panchina: Erik , Luke e ‘Pez’.
Centri donna: Vero – Vale
Centri uomo: Leon – Giuseppe - Tommy
Link “lontani”: Lorenzo – Andrea P.
Ala full time: Cate X
Mister e Jolly: Diego CR


Dragoni - Varese 2-2
L’inopinata sconfitta ci costringe a vincere le successive due partite per sperare di passare il turno. La prima è sulla carta la più agevole, ma dobbiamo affrontarla senza Giuseppe, il nostro Capitano e ideatore di quel macchècenefuot - che è diventata un po’ la nostra haka – il quale ha avuto un problema alla caviglia nel finale della partita precedente. In effetti la sfida ai cugini varesini - nonostante una prestazione non eccelsa - ci vede all’approssimarsi dello scadere in vantaggio per 2-1: i cambiamenti voluti da Diego - con Maria spostata all’ala full time (donne cercasi!) – sembrano se non altro restituirci la solidità difensiva. Purtroppo l’ultima azione ci è fatale: 2-2 e ora dobbiamo vincere contro i Tortellini e potrebbe non bastare nemmeno.
Dragoni - Turtlein Touch 3-4
Come spesso accade di fronte al baratro ritroviamo imprevedibili forze che sembravano irrimediabilmente sopite e la partenza – incoraggiata da un briefing vm18 di Diego(mani sulle orecchie per Tommy e Leon)- contro i modenesi è a tutta forza: ci portiamo sopra con una ‘Campari’ perfettamente finalizzata da Leon. Il vantaggio è il preludio a una battaglia senza esclusione di colpi, condotta finalmente ad alto ritmo seppur contro un avversario più attrezzato di noi, che ha un asso nella manica nel velocissimo Giacomino, che esce da un cambio , svernicia la povera Pippi e porta il punteggio sul 2-1 per loro. Ci sono poi le galanti scuse a mamma Pippi per l’irriverente e bruciante corsa solitaria. Il botta e risposta prosegue fino al 3-3 realizzato con una mela (o altro frutto a piacere) magistralmente eseguita sull’asse Tommy-Erik-Pippi. Il tanto onorevole quanto inutile pareggio sembrerebbe essere nelle nostre tasche, ma purtroppo ancora l’impietoso Giacomino cambia passo sull’acciaccato Giuseppe e realizza la meta decisiva: siamo eliminati, pur se in crescendo.
Dragoni-Dolomiti 4-3
L’ultimo posto del girone ci condanna al Purgatorio del torneo per i piazzamenti dal settimo al dodicesimo posto. Il primo scoglio sono i Dolomiti che –oltre a schierare Giorgia nell’inedita posizione di centro- svolgono alla grande il ruolo di promotori del nostro beneamato sport tra i più giovani - anche a discapito dei risultati sportivi - schierando anche un paio di under 10. Va detto – e mi perdoni il lazzo il simpatico Nano - che questa fusion di under e di over, richiama a una certa cinematografia degli anni 70, un Pierino nella classe dei ripetenti insomma. L’impatto con questa formazione promettente ma chiaramente acerba, ci porta forse a sottovalutare l’impegno e ci precipita nello stato narcolettico delle prime due partite. Vinciamo stentatamente con un 4-3 in cui risulta decisivo il punto iniziale di Tommy- non esattamente pregno di fair-play – visto che è stato ottenuto “bucando” tra i loro due elementi più giovani.
Dragoni-Modena 2-1
La vittoria ci proietta alla semifinale per il settimo posto contro i padroni di casa del Modena Touch, il derby della sterilità offensiva, con le ultime due edizioni terminate sul campo rispettivamente 1-1 e 0-0. Il tabu della meta per altro è quasi immediatamente violato con un’altra mela(la frutta è evidentemente indigesta ai Modenesi, forse più abituati ai tortelli) Tommy-Erik-Cate che mi porta in meta per l’1-0. L’illusione di una partita scoppiettante dura poco però, perché il risultato rimane irrimediabilmente inchiodato fino alla metà del 2° tempo quando Giuseppe - finalmente riavutosi dall’infortunio- realizza il raddoppio. Possibile un rilassamento ora? La risposta è evidentemente no. Modena Touch marca immediatamente e ci costringe a un finale tignoso (e anche nervoso) che fortunatamente non porta a ulteriori marcature avversarie.
Dragoni-Touch Roma 2-1
A questo punto un calendario infame ci costringerebbe a una pausa di due ore mortifera per le nostre membra, che ne sarebbero riuscite irrimediabilmente rattrappite, ma ci fanno un piccolo sconto di mezzora. In realtà - nonostante il clima rilassato di fine torneo e i buoni rapporti con Marcova & soci, grazie anche e soprattutto alle buone ambascerie in terra Pontificia di Vero - la partita non è affatto sonnacchiosa, anzi il ritmo è addirittura sfiancante. Diego – che evidentemente tiene molto a questa sfida- entra spesso nelle rotazioni, andiamo subito in vantaggio, loro ci raggiungono con una delle nostri armi favorite: un bel Campari all’ala. E a conferma di quanto dicevo prima, Diego inizia ad esigere tutti i palloni per sé e all’ultimo respiro riesce a realizzare la meta decisiva, che risparmia a noi e a loro un drop-off possibilmente fatale.
Il piazzamento finale, un settimo posto, potrebbe essere considerato un deludente passo all’indietro soprattutto guardando alla progressione negativa dei piazzamenti a partire da Torino 2-5-7. Tuttavia se veniamo a quegli obiettivi, che in uno sport che è principalmente un gioco, dovrebbero rappresentare la Stella Polare, direi che si sono fatti decisi passi in avanti: sono stati inseriti con profitto due nuovi giocatori, il gioco d’attacco è cominciato timidamente a migliorare (anche se solo dai Tortellini in poi), è stato fluido, veloce e inclusivo e così Diego ha dovuto interpretare meno spesso il ruolo di salvatore della patria. Quindi se immaginassimo di mettere in un calice i più e i meno di questa giornata, ne caveremmo un bicchiere di Lambrusco di Sorbara: esordisce al palato col suo gusto aspro, tannico, ma se viene assaporato, soppesato più a lungo col palato, risulta aprirsi nei suoi toni amabili e frizzanti.
E visto che abbiamo voltato la pagina del capitolo enogastronomico di questo racconto, non possiamo far altro che ringraziare le rezdore formiginesi per i tortelli fatti a mano, piatto forte del terzo tempo, a cui non a caso tutti partecipiamo. Il secondo è una buona grigliata di carne e il dessert una selezione di dolci tra cui spicca un salame di cioccolato (fatto coi Cioccorì?) che viene consumato più che altro da me e Silvia, gli altri già sfiancati dal pantagruelico banchetto.
E.R.

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A MONZA(MB)





“LA FATAL VERONA”

Torneo Tuca Winter, Monza 27-2-2016




Seconda tappa della stagione dragonesca al Chiolo di Monza. Il tempo ci attende al varco con una bella innaffiata del terreno che per una qualche strabiliante alchimia si trasforma in una versione biologica del celebre collante Mapei. Se all’occhio non proprio benevolo degli Dei aggiungiamo una formazione ricca di novità rispetto alla quasi vincente sortita torinese, gli auspici non sembrano dei più favorevoli. La più grossa novità è il Battesimo della palla ovale di Marco - entrato da poche settimane nelle fila Dragonesche a caccia di .. nuove avventure e subito desideroso di scendere in campo - e il ritorno dopo due anni sabbatici di Ale “Pez” Pezzimenti( ultimo torneo proprio qui a Monza nel settembre 2013), l’esordio al centro del sottoscritto (sono tutti cXXXi vostri mi verrebbe da dire), il ritorno dalle vacanze romane in terra torinese della doloMitica Giorgia. A questo dobbiamo aggiungere un Loris a dir poco incerottato, ma che non fa mancare il suo prezioso contributo di buone mani ed esperienza. Lo schieramento è il seguente:
Ali lato panchina: Pippi, Mammamaria “for today”
Link lato panchina: Luke ‘usa la forza’ Of Palm, Lorentz
Centri lato panchina: Beppe cchèmmenefout Donadono, Lyon Priest (che fa molto rockstar), Erik (autoproclamatomi Gianni Brera di Lambrate)
Centri lato lontano: Vero Peruz Allaria, Valentina ‘Tacca’ Petracca
Link full time: Giorgia doloMitologica
Ali lontane: Carlitos El mariachi, Marco ‘furetto’ Falangone, Ale ‘pez’ Pezzimenti
Allenatore e Jolly: Diego ‘DC5’ Calanni Rindina De souza Farias

Il torneo, composto da 10 squadre, prevede due gironi da 5 squadre, le prime due passano in semifinale

Dragoni – Parabiago 5-2
Ed eccoci al consueto faticoso match di warm-up contro una Barbarians di Parabiago che vista la vicinanza a casa schiera la maggior parte dei suoi componenti. Pronti via arretriamo un metro dietro una quasi invisibile linea di meta fatta di conetti e una strana pasta rosa tipo studio odontoiatrico e gli orgogliosi rappresentanti della Città della Calzatura ci confezionano un bel mocassino: 0-1. La nostra reazione è timida ma è sufficiente a scardinare la resistenza dei pur volonterosi Barravecchia & Co.(che diventa Barravieja in una riedizione a lui dedicata de la Macarena ). Il risultato finale è 5-2 per noi.
Dragoni – Verona 4-5 (2-5)
Dopo aver superato indenni le difficoltà del match d’esordio entriamo nella fase decisiva per il passaggio ai quarti di finale (dando per scontata la leadership dei Brianza), le due partite con Verona e Varese. Il primo scoglio è Verona che ha recuperato dalle varie peripezie tutti i suoi pezzi pregiati, lato uomini almeno. Partiamo con le due mete di bonus donne che potrebbero sembrare uno scudo sicuro contro possibili sorprese, ma - complici le membra ancora on ben scaldate e qualche errore al centro (cenere in testa per me) - cediamo per una sola meta di distacco. Questa sconfitta sarà decisiva purtroppo decisiva. Peccato, perché gli Scaligeri non sembravano irresistibili: giocano forse un touch antico, ma lo fanno con perizia, affiatamento ed esperienza, senza sbavature evidenti e sfruttando cinicamente ogni nostro errore difensivo.

Dragoni – Black Devils Varese 5-2 (3-2)
Viste le premesse la terza partita con Varese si preannunciava difficile, pur tuttavia i Diavoli Neri varesini non disputano un grande incontro e il bonus donne è difeso con facilità. L’acme dell’incontro è il la veronica di Carlitos el Mariachi Repetti, che evita un’uscita improvvida di un difensore varesino e – pur su una gamba sola – realizza. Questa vittoria riapre i giochi per il passaggio del turno, ma bisogna compiere il miracolo con i Tutti Verdi Brianzoli.

Dragoni – Brianza 2-3

Forse non vinceremo, ma daremo tutto, anche troppo. In questa massima potremmo riassumere l’andamento della sfida all’ultimo sangue coi Brianza (e di altri precedenti). Messici alle spalle la finale di Torino, finita senza rabbia e senza rancori, questa partita ci vede inizialmente ritrovare la consueta pugnace solidità difensiva che ci aveva caratterizzato a Torino. Il punteggio resiste sullo zero-zero fino alla scivolatona di Giacomo che - con l’abilità di una serpe - allunga il suo metro e novanta ad un palmo da terra e - nonostante la soprannaturale viscosità del terreno – striscia beffardamente fino a sfiorare quanto basta la linea di meta con la propaggine dell’ovale. Riusciamo a pareggiare, ma loro allungano sul 3-1, in una partita dai ritmi vertiginosi che probabilmente ostacolano il corretto flusso del sangue al cervello degli uomini in campo. E come palline su di un piano inclinato le cose scivolano inesorabilmente nel baratro senza nemmeno rendersene conto. Su di un tap a favore, Diego colpisce involontariamente Marianna, ne nasce un chiarimento tra Diego e Valentina, ma le comuni Weltanschauung non corrispondo a quelle da Steva, che espelle definitivamente entrambi: 5 contro 5. La messa in scena sul campo di Parenti Serpenti – com’altro nomare viste l’abituale frequentazione dei soggetti coinvolti – prosegue con l’espulsione temporanea di Giuseppe che ci mette in un drammatico 4 a 5 contro i Campioni d’Italia. Tuttavia nella confusione che segue troviamo il 2 a 3 con un incursione di Leon da mediano che porta Giuseppe a schiacciare. Il saluto finale vede molti, troppi volti tesi. Personalmente preferirei limitarmi a giocare una normale partita a touch, che di diverso dalle altre abbia solo il valore dell’avversario.
Dragoni – Modena 4-0(0-0)
La finale per il 7° posto ci vede affrontare Modena sul campo 1. Quest’ultima fatica vede la presenza dei nostri Promessi Sposi Mario e Betta che - presumibilmente evasi dalla prigionia di Don Rodrigo – si esibiscono nel torneo solo per questo incontro, portando la rosa a 15 giocatori e costringendo al sacrificio del Pez. La lunga pausa pranzo, unita al risicato numero di giocatori (8, che diverranno 7 dopo l’infortunio di Golinelli) e prima di tutto alle condizioni estreme del campo – la palla diverrà una pesante “polpettone della zia Nella” dopo poche scambi - ci “regala” un incontro eufemisticamente poco spettacolare, con squadre scariche e demotivate, uno zero a zero già scritto, in cui nessuno non solo segna ma neanche si avvicina alla linea di meta.

Il doppio bonus donne ci consegna un quinto posto che è al di sotto dell’obiettivo minimo psicologico della qualificazione alle semifinali. Probabilmente la partita con Verona, con un pizzico di malizia in più l’avremmo portata a casa, ma ora è inutile recriminare. Il limite sembra sempre essere l’affiatamento e la capacità decisionale dei singoli, che causa una scarsa fluidità del gioco d’attacco, a cui si aggiunge la più volte rimarcata difficoltà nei primi incontri. A parziale scusante possiamo addurre le già citate novità e l’alto numero di giocatori che obbliga alla rotazione a tre giocatori in panchina, consentendo sì un maggior recupero ma anche rendendo più ostico il raggiungimento del corretto ritmo partita.
Per la cronaca il torneo è vinto dai Brianza Toucherz davanti ai Leprotti, terzi i Tortellini quarti i nostri giustizieri Verona Touch.

Erik R.

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE ITALIANO AL TORNEO DELLA MERLA





Ottima ripresa Dragoni!
Signori si torna in campo!
Come da ormai consolidata tradizione la lunga Stagione del touch tiene la sua Prima al Bosso di Torino, che per l'occasione si è regalato un nuovo manto. A calcarlo sono 12 agguerritissime squadre tra cui si possono annoverare alcune delle frequentatrici abituali dei salotti touch-istici (d'ora in userò un neologismo inventato di sana pianta: taccistici) quali noi Dragoni, Brianza, Leprotti, Leverets, Modena Touch. C'è poi Touch Roma, che ritorna a un anno di distanza ritorna al torneo che l'aveva tenuta a
battesimo nel circuito ItaliaTouch e ci sono le immancabili Barbarians: i classici Paratouch di Paolo Barravecchia che per l'occasione schierano la special guest Gigi Faiella da Verona e i più estemporanei Furia Francese, una men fuori torneo composta di giocatori di Voglans e (TODO). La rassegna termina con le esordienti assolute Collegno e Biella (anch'essa tutta men).
La mattinata ci riserva un'inattesa frescura ad onta del sopra la media di quest'inverno. Verso le dieci a squarciare il cielo plumbeo un evento inatteso: il gradito ritorno in campo della Pemp al secolo Alessia Pampuri, che da Milano 2 porta con sé un sole splendente che ci accompagnerà (e scalderà) per tutta la giornata.

Dragoni – Collegno 10-6 (6-6 sul campo)
La poule ci riserva proprio le due esordienti piemontesi e la prima partita è contro Collegno, che le voci di corridoio dipingono come una squadra dotata di mani educate e ottime gambe. Il doppio bonus donne, che ci consente di partire con 4 mete di gap, è il preludio di una partita impegnativa, che vede un botta e risposta continuo fra le nostre mete al centro, che sfruttano i nostri superiori skill taccistici(corse del mediano a bucare i loro fuorigioco, dumps ai 5 metri e gli immancabili Campari) e le loro mete all'ala che invece sfruttano skills rugbistici (potenti corse nei buchi e
pallone mosso con velocità).
All'inizio del secondo tempo il vantaggio si assottiglia fino al 7 a 5 ma riusciamo a riportarci a +4 anche grazie a una meta della nostra Pippi dalle uova d'oro. La partita termina con un 10-6, un 6-6 sul campo che è la riprova della bontà dei nostri avversari, che mostrano di essere una squadra di ottime prospettive e di inesauribile grinta, in particolare in qualche elemento femminile dalle attitudini Mosconiane, che farebbero arrossire il pluriscomunicato Mario. Con una partita di esperienza e una
donna in campo in più riusciranno a battere Modena e a passare inopinatamente ai quarti.
Il tabellino gentilmente fornitoci da Marilena marca due mete a testa per Vero e
Giuseppe, una per Pippi e Tommy.

Dragoni – Biella 12-2(8-2 sul campo)
Il secondo incontro con Biella si rivela decisamente meno impegantivo: loro sono una squadra dal tono decisamente più dopolavoristico (mi dicono siano i genitori dei giovani del Biella Rugby) indi la partita scorre via liscia senza patemi e senza livori e termina con un 8 a 2 sul campo. Ad emergere stavolta è mete di Mario che trasforma il campo nel suo personalissimo Canale d'Otranto, percorrendolo all'impazzata da destra a sinistra e ritorno(il tabellino segna tre volte 20, si è sbloccato).
Altre 3 mete per Diego e una per Tommy.

Dragoni – Modena 1-1
(Video https://youtu.be/Qn8NwAFCbTY?list=PLqvzmt1V6ZQMMdda45-stpaGNEjvGfTi1 )
A questo punto finisce un campionato e ne inizia un altro, finiscono le partite ad alto punteggio con quelle nostre mete fatte facili facili nate dai nostri soliti schemi e quelle subite con le corse all'ala e inizia l'epopea dei Dragoni di Carletto Mazzone, come ma dire Diego: squadra senza grandi doti individuali, ma volenterosa e arcigna. La difesa concede poco, ma l'attacco è in ambasce: il nostro paniere di schemi, eseguito in maniera lenta e prevedibile (riguardarsi i filmati per credere), non è più sufficiente a bucare. Il primo tempo è il paradigma di ciò, l'area di meta diventa un tabù da ambo le
parti, fino a quasi lo scadere quando Giuseppe trova un buco, scarica all'interno per Vero, che prende il tocco. Giuseppe si deve spostare per raccogliere la palla da mediano e provare a servire Mario a sinistra, ma a quel punto il loro numero 16, che si chiama Salvatore Fucile può intercettare e sparare letteralmente una fuga che termina solo nella nostra area: 0-1(7'42'' nel video). Risultato, questo, che unito alla vittoria di Collegno con Modena potrebbe significare eliminazione. Fino a questo momento Diego era rimasto buono buono in panca con la sua giubba della tuta rossa fiducioso che avremmo prima o poi messo a posto le cose da soli. Vista la criticità del momento è però costretto a entrare nella cabina telefonica, a spogliarsi dai borghesissimi panni di Clark Kent e a vestire i panni di Diego Calanni Rindina, il superman del campo, che inizia a sorvolare a Torino e arriva in extremis a portarci via a braccia dal pericolo come Lois Lane. All'uscita da un cambio Diego riceva un dump-split da Vero e cambia direzione verso destra, c'è il sostegno di Mario, Diego finta e si tuffa, anche stavolta
Fucile spara ma è a salve, perché cambia direzione prima di avere raggiunto la linea di meta: Steva convalida (16'32'' nel filmato). L'esultanza è un urlo di liberazione, ma suona anche come un rimprovero: tirate fuori gli attributi non potrò venire tutte le volte a salvarvi.
Una nota: dopo aver terminato la bozza di questo pezzo Michele Marini mi comunica che, a causa di un errore nel tabellino, il due volte citato Salvatore Fucile è in realtà Jonathon Berryman (https://www.facebook.com/erik.ripamonti/posts/10208974725545277?
comment_id=10208975308399848&notif_t=feed_comment), ma non ho voluto rinunciare alla pur facile ironia che tale nome scatenava.

Dragoni – Leverets 3-1
(Video https://youtu.be/jlSfNZJrreE?list=PLqvzmt1V6ZQMMdda45-stpaGNEjvGfTi1 )
Il pareggio tanto sudato ci pone come la peggiore tra le prime, quindi ci tocca lo spareggio per la semifinale con la peggiore seconda ovvero i Leverets, motivati tra l'altro da un potenziale derby in semifinale con i già qualificati Leprotti, che hanno vinto tutte le partite di poule. E infatti alla prima azione passano con una meta di Lorenzo Ribaudo, ma a questo punto, complice un Calanni che ora entra più spesso come Jolly nelle rotazioni dei links, il risultato è rapidamente capovolto sul 3-1, così
come è rapida la mia cronaca visto che camerawoman Silvia è meno generosa nel documentare la partita.
Le nostre mete sono di Diego (1'36'' nel filmato), Pippi e Betta.

Dragoni – Leprotti 3-2 (drop off)
(Video https://youtu.be/eSNLOupxwgI?list=PLqvzmt1V6ZQMMdda45-stpaGNEjvGfTi1 )
Il primo tempo della partita coi Leprotti richiama molto da vicino quello con Modena, difese insuperabili” e scarsa pericolosità in attacco, questo fino allo scadere del primo tempo quando un rapido scambio ai 5 metri permette a Giuseppe di scivolare in area di meta. Nel secondo tempo la reazione dei Leprotti è veemente, sostenuti dal loro tifo organizzato (con tanto di cori, striscioni e fumogeni, filmato 0'50'') i sudditi di sua maestà Vittorio Emanuele II capovolgono il risultato. La meta del 1-1 è segnata da Stefano Gianolio che buca link e ala all'uscita di un cambio e va ad appoggiare in
meta. Il 2-1 è invece realizzata all'ala da Marica Vizzuso (5'14''), su un cambio di passo di Zap Lazzarato seguito da un doppio passaggio Zap-Giano-Vizzuso che si conclude con la scivolata di quest'ultima e, dagli spalti del Bosso, col coro “noi vogliamo la Vizzuso”. La partita sembra in discesa per loro, ma non hanno fatto i conti col nostro supereroe Diego Calanni Rindina (d'ora in poi CR5), che con il suo cambio di passo più di veloce della luce e il Paolone che neanche la criptonite può fermare serve Valentina che anticipa il ritorno dell'ala e schiaccia per il 2-2 (7'19''). Sarà il drop-off a
decidere la sfida e manco a dirlo è CR5 che esce da un dump-split al centro, cambio di direzione supersonico e va a segnare sull'ala sinistra presidiata da Marica(10'26''). E qui che iniziano i terribili 30 secondi, che Zap vorrebbe tagliare dal filmato (https://www.facebook.com/groups/150901541604449/permalink/1207051092656150/
). I Leprotti provano a portarsi a destra per poi spostare palla velocemente dall'altra parte, Zap prova a raccogliere per l'ennesimo cambio di direzione, ma la palla gli inciampa nelle mani e rimbalza beffardamente a terra. Al poveretto non resta che mettersi le mani davanti agli occhi (11'32''). Siamo in finale e per la terza volta negli ultimi anni contro i Brianza (dopo TucaMinga 2014 e Calvisano 2015).
Segno che si è trovata una buona unità di gruppo, l'euforia per la vittoria prosegue anche dopo i festeggiamenti e il saluto post-partita durante tutto il riscaldamento per la finalissima con spintoni, abbracci, persone che si butta a terra l'una sopra l'altra: sembra di essere tornati alle scuole medie. A tali 'rituali', e questo è il fatto più eclatante, non si sottrae neanche Mister Diego, noto moralizzatore.

Dragoni – Brianza 1-4
(Video https://youtu.be/Ozyspy0dBM8?list=PLqvzmt1V6ZQMMdda45-stpaGNEjvGfTi1 )
La finale propone il superclasico coi Brianza, che mai ci siamo messi in tasca, almeno da quando gioco io nei Dragoni. Per l’occasione la sfida per il Merla da fratricida diventa pure matricida, visto che Mammammariallaria fa il suo esordio nella ferale competizione famigliare (quattro componenti della famiglia in campo fra compagni e avversari, senza contare Mario). E siccome le regole di ingaggio non prevedono esclusione di colpi .. bassi, l'Allaria avversario pensa bene di orientare l’artiglieria
brianzola proprio verso l'ala presidiata dalla madre (tu quoque .) e così i loro primi due attacchi portano due mete. Sulla prima un loro backdoor Giacomo assorbe ambo i centri (Vero e Tommi), ne nasce un 3 contro 2 sul lato sinistro della nostra difesa dove Valerio scarica su Giulia Colombo(al link) che schiaccia davanti a Maria(0'14''). Il 2-0 lo segna Marta(1'37'') all'ala su passaggio di Nico, al quinto tocco (!). C’è un timido tentativo di rimonta con la meta di Giuseppe dopo un intercetto e fuga di CR5(6'15''), una meta in contropiede, il ché certifica la nostra natura Mazzoniana. Purtroppo la speranza di risalire la china è subito stroncata dal Paolone mortifero di Giacomo, che esce dall'ennesima ‘Campari’ e disegna una perfetta traiettoria che l’allampanata Marta riceve con apparente facilità(7'13) per l'uno a tre. Nell’intervallo Diego ci pone il dilemma se rallentare il gioco e accontentarci di un onorevole sconfitta o pressare a tutto campo e tentare un’orgogliosa rimonta rischiando di bruciarci e affondare. La risposta è scontata e il secondo tempo è caratterizzato da una grande pressione e uno sfiancante correre corsa avanti e indietro per il campo. Il gioco risulta per l'ennesima volta bloccato anche se alla fine Giacomo arrotonda il risultato.
Un altro secondo posto, sarà per la prossima volta, a completare il podio sono i Leprotti che sconfiggono Roma nella finalina.
Il torneo si conclude con un assaggio taccistico della partita di esordio del 6 Nazioni di
Rugby XV Francia – Italia fra le Furie Francesi e una selezione italiana maschile.
Dopo la premiazione si torna per il Terzo Tempo alla Trattoria San Marchese, ambiente molto vintage, il menu propone risotto, arrosto con patate al forno. Il vino della casa, detto con il punto di vista  dell'Alpino, fa il suo dovere: la goliardia è ovunque con canti popolari e soprattutto cori che invitano gli avventori a esporre intime parti anatomiche. Sfortunatamente l'iniziativa riceve adesioni soprattutto fra i maschi, si prova anche a coinvolgere le donne, ma con scarso successo, la cosa si risolve in una lunga teoria di popò maschili.
Bon Appétit!

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE ESTERO AL TORNEO DELLA MERLA




DRAGONI IN ASR MILANO



L'iniziativa è partita direttamente dai genitori stessi che volevano "fare un qualcosa di simile" a quello che facevano i loro figli. Per cui come soddisfare questa voglia senza mettere a repentaglio l'integrità fisica di chi, il lunedì dopo, deve andare al lavoro, provando l'ebbrezza di passare la palla all'indietro e provando la stessa soddisfazione dei loro figli nel segnare una meta? L'aggancio con questa attività e con i Dragoni Touch Milano in particolare è stato molto naturale: molti atleti che giocano nella squadra di touch meneghina sono genitori di giocatori di altre under o della selezione seniores dell'ASR MILANO. Alcuni giocatori fanno entrambi questi sport e, non ultimo, anche alcuni allenatori ASR hanno testato in passato questa nuova attività.

Ma che cosa è il Touch? Essenzialmente è un gioco che utilizza una palla ovale, ha come obbligo il passaggio all'indietro e ha come finalità segnare una meta. Per renderlo più riconoscibile fino a due anni fa si chiamava Touch Rugby ma, essendo poi molto più numerose le differenze, a livello internazionale si è deciso di togliere la parola rugby. Quali sono le differenze? La più eclatante è che non esiste il placcaggio ma viene utilizzato un tocco per formare una ruck; la palla non può essere calciata; non deve cadere a terra (pena la perdita di possesso); bisogna fare meta entro sei tocchi. All'estero il touch è l'attività OFF SEASON per il rugby a tredici o Rugby league.

La cosa importante per i genitori che hanno voluto intraprendere questa iniziativa è che possono condividerla con i loro figli, possono fare sfide tra famiglie durante i concentramenti, giocare in vacanza sulla spiaggia o in un parco.
Allo stesso tempo, facendo una attività estremamente simile ai loro figli, i genitori possono capire meglio le difficoltà che i loro bambini possono avere nella loro crescita rugbistica. Già alla fine del secondo allenamento una mamma ha commentato " Adesso capisco mio figlio cosa prova quando non prende un passaggio o fa un avanti".

Il cammino è all'inizio e l'entusiasmo è sempre tanto sia da parte Genitori ASR che da parte dei giocatori dei Dragoni Touch Milano che presenziano agli allenamenti. Abbiamo già ricevuto commenti che dicono di allungare di qualche minuto ... speriamo diventino ore!

Di idee ce ne sono tante...vedremo di svilupparle insieme!!
 

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